ESA e DON’T NOD si sono associate per Aphelion, un gioco narrativo di fantascienza che manda due astronauti su Persephone, un nono pianeta fittizio ai confini del Sistema Solare.
Il titolo è disponibile dal 28 aprile su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S, con una promessa chiara: mescolare l’avventura cinematografica a un approccio ispirato ai vincoli reali di una missione spaziale. Il punto di partenza è brutale: la missione Hope-01 vira nel caos dopo uno schianto, separando Ariane Montclair e Thomas Cross. Tu alterni tra i due, con stili di gioco distinti, indagine e progressione metodica da un lato, spostamento più fisico e parkour dall’altro. L’ESA vi vede anche uno strumento culturale: la sua responsabile della comunicazione, Anne-Sophie Bradelle, evidenzia l’obiettivo di raggiungere nuovi pubblici e una campagna di reclutamento, con oltre 400 posti annunciati per il 2026.
L’ESA inquadra Hope-01 per dare credibilità ad Ariane e Thomas
Il cuore della partnership è l’idea di una missione ESA al centro del racconto, una prima per un gioco di fantascienza costruito attorno ad astronauti in condizioni vicine al reale. In Aphelion, Ariane Montclair e Thomas Cross non sono supereroi, avanzano con strumenti d’esplorazione e vincoli di campo. DON’T NOD rivendica una fantascienza radicata, ispirata al modo in cui una missione si pianifica, si documenta e si racconta.
Questo realismo passa anche dalla preparazione: i due astronauti seguono un addestramento geologico, non per fare scena, ma per sostenere l’obiettivo della missione, comprendere l’origine e la composizione di una fonte di calore ipotetica e valutare una possibile abitabilità. Il pianeta Persephone è presentato come un oggetto scientifico inquietante, un pianeta roccioso molto lontano dal Sole, il che spinge a considerare scenari di formazione più esotici.
Dietro, l’Agenzia ammette un interesse di comunicazione, raggiungere persone che non leggono dossier tecnici. Bradelle spiega che questo tipo di progetto serve anche all’attrattività dei mestieri spaziali, con 400 assunzioni previste per il 2026. Sfumatura importante: un gioco non trasforma meccanicamente un giocatore in candidato. Ma può installare un vocabolario, immagini di mestieri e una curiosità, il che conta quando si cerca di allargare un bacino.

DON’T NOD punta su esplorazione, sopravvivenza e infiltrazione su Persephone
Sul piano del gameplay, DON’T NOD annuncia un mix di esplorazione, sopravvivenza e infiltrazione, con un’avventura in terza persona dal tono cinematografico. Lo studio mette in evidenza una progressione a due voci, Thomas più orientato all’indagine e alla gestione, Ariane più mobile, con sequenze di parkour. L’idea è farti sentire l’isolamento, la logistica e la paura di mancare di risorse, anziché trasformare Persephone in un semplice scenario.
Gli strumenti citati danno un’idea concreta di questo approccio: rampino, serbatoio di ossigeno, equipaggiamento d’esplorazione e una navigazione pensata per un mondo ghiacciato, mutevole, pericoloso. Lo schianto iniziale funge da innesco narrativo, disperde i personaggi e obbliga a ricostruire la missione pezzo dopo pezzo. E non sei solo, è annunciata una minaccia aliena, che spinge il gioco verso sequenze d’infiltrazione tese.
Lo studio rivendica anche riferimenti culturali, con ispirazioni di film come Interstellar, Il Marziano, Ad Astra o Arrival, pur evitando il copia-incolla. Il confronto più interessante è con la tendenza attuale dei giochi sci-fi narrativi, Aphelion si colloca in un periodo in cui il pubblico vede tornare universi spaziali più seri. Ma c’è un rischio: l’equilibrio tra credibilità scientifica e meccanica di horror furtivo può stridere se la minaccia prende il sopravvento sull’esplorazione.
Persephone riprende l’idea di Planet Nine e serve la strategia 2040
Persephone non è un pianeta reale, ma si appoggia a un concetto che parla agli astronomi, l’ipotesi di Planet Nine, un corpo massiccio oltre Nettuno che alcuni ricercatori ritengono possibile. Nell’universo del gioco, Persephone viene scoperta nel 2028, e la sua presenza obbliga a riconsiderare alcune teorie di formazione. Vengono evocate due piste: un pianeta catturato dopo essere stato espulso da un altro sistema stellare, o una formazione tardiva in un ambiente molto diverso.
Questa scelta di ambientazione non è neutra, consente di raccontare un’esplorazione che somiglia a un’inchiesta scientifica. La missione Hope-01, pur fittizia, si fissa un obiettivo chiaro: identificare una fonte di calore presunta, capirne la natura e misurare ciò che implica per l’abitabilità. Di conseguenza, il gioco parla tanto di sopravvivenza immediata quanto di metodo, osservazione, ipotesi, raccolta di indizi e decisioni sotto vincolo.
Per l’ESA, l’operazione si inserisce nella Strategy 2040, con temi rivendicati: esplorazione, scoperta e sensibilizzazione al cambiamento climatico. Anche qui va tenuta la testa fredda, un gioco non sostituisce un corso, né un rapporto scientifico. Ma può installare una cultura generale e una sensibilità, soprattutto quando mette in primo piano gesti e parole di una missione. E se Aphelion tocca un pubblico che non apre mai un sito istituzionale, l’obiettivo di diffusione è raggiunto.
Da ricordare
- ESA e DON’T NOD lanciano Aphelion, disponibile su PC, PS5 e Xbox Series X/S.
- Il gioco segue Ariane Montclair e Thomas Cross, separati dopo il crash di Hope-01.
- Aphelion mescola esplorazione, sopravvivenza e infiltrazione sul pianeta fittizio Persephone.
- L’ESA valorizza un obiettivo di comunicazione e oltre 400 posti previsti nel 2026.
Domande frequenti
- Aphelion è un gioco basato su una missione reale dell’ESA?
- No. La missione Hope-01 è fittizia, ma il progetto è sviluppato in collaborazione con l’ESA e si ispira a vincoli, vocabolario e valori legati all’esplorazione spaziale.
- Su quali piattaforme è disponibile Aphelion?
- Aphelion è disponibile su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S, con un’uscita annunciata per il 28 aprile.
- Che tipo di gameplay propone Aphelion?
- Il gioco combina un’avventura in terza persona con esplorazione, sopravvivenza e sequenze d’infiltrazione, alternando tra due protagonisti dagli stili di gioco differenti.
- Persephone è la “Planet Nine” reale?
- No. Persephone è un pianeta fittizio, ma la sua concezione si appoggia all’idea scientifica di Planet Nine, un pianeta ipotetico situato molto lontano oltre Nettuno.





