Gyver, startup con base a Brescia, ha chiuso un round pre-seed da 1,4 milioni di euro per sviluppare strumenti di intelligenza artificiale pensati per gli elettricisti e per le aziende che li assumono.
L’idea è chiara: usare l’AI per rendere più veloce il lavoro “di contorno”, senza toccare la parte manuale e tecnica che resta in cantiere, nei quadri elettrici e negli impianti. Il finanziamento è guidato da Brighteye con la partecipazione di ltitude, Vento Ventures, Zanichelli Venture, Antler e business angel. Gyver nasce durante una residency di Antler nell’autunno 2024, fondata da Francesco Defendi, Leo Acciarri e Mattia Zarrelli, dopo un’esperienza comune nelle installazioni solari per PMI industriali, dove la dipendenza da manodopera qualificata si vede ogni giorno, nei tempi e nei costi.
Brighteye guida il round pre-seed da 1,4 milioni
Il round da 1,4 milioni di euro arriva in una fase in cui l’HR tech prova a scendere dal mondo “white collar” e a parlare con chi lavora con strumenti, DPI e turni. Per Gyver l’obiettivo dichiarato è costruire un’infrastruttura di forza lavoro per l’industria europea, con un focus iniziale sull’Italia. La società punta a diventare la prima fonte di elettricisti per i propri clienti, coprendo ricerca, selezione e gestione del rapporto con i tecnici.
Tra gli investitori, Brighteye mette il cappello da lead, con una tesi centrata su sistemi che aiutano le persone a imparare e adattarsi nel lavoro. Il partner David Guérin ha spiegato che la piattaforma non vuole sostituire i lavoratori qualificati, ma aumentarne produttività e valore. Tradotto: meno tempo perso tra telefonate, passaparola informale e profili incompleti, più tempo su attività che richiedono competenza reale.
La critica, qui, è quasi obbligatoria: un round pre-seed resta un round piccolo rispetto all’ampiezza del problema. Se il mercato delle assunzioni per elettricisti in Europa vale circa 3 miliardi di euro e i lavoratori elettrici sono circa 2,7 milioni, 1,4 milioni servono per costruire prodotto e rete, non per “risolvere” la carenza. Il punto è se Gyver riuscirà a trasformare una promessa, rendere il mestiere più attrattivo e digitale, in un servizio usato ogni giorno dalle imprese.
La piattaforma di Gyver replica il passaparola via WhatsApp
Il cuore del prodotto è un sistema di assunzione conversazionale che usa canali familiari ai tecnici, soprattutto WhatsApp. Invece del classico CV caricato su portali generalisti, l’elettricista risponde a domande strutturate su esperienza, certificazioni, disponibilità e aspettative salariali. Quelle informazioni vengono trasformate in profili più leggibili per le aziende, con l’ambizione di replicare su larga scala il meccanismo di fiducia del passaparola.
Gyver racconta di avere già una comunità di circa 25.000 elettricisti in Europa. È un numero interessante perché segnala trazione, ma anche perché spiega la scelta del canale: per molti lavoratori “blue collar” i job board generalisti non sono lo strumento principale per trovare incarichi, e le piattaforme verticali spesso risultano frammentate o datate. Qui l’AI non fa l’elettricista, fa il filtro e l’organizzazione dei dati, che è una differenza sostanziale.
Dal lato aziende, la promessa è migliorare la qualità del matching e l’esperienza di selezione, con workflow e agenti che aiutano a individuare più rapidamente i profili adatti in energia, costruzioni e infrastrutture. Ma c’è un rischio da tenere d’occhio: se le informazioni raccolte restano troppo “autodichiarate”, la piattaforma deve costruire fiducia nel tempo, altrimenti torna tutto al vecchio metodo, chiamare quello “che conosce uno bravo”, e fine.
Formazione e produttività, Gyver punta su design elettrico e PLC
Con i nuovi capitali, Gyver vuole espandersi oltre il recruiting e sviluppare strumenti per upskilling, apprendimento e produttività. Nel mirino ci sono attività tecniche come il design elettrico e i workflow legati ai PLC, cioè quei processi che in fabbrica e nell’industria pesano sui tempi di consegna e sugli errori. L’idea è dare “strumenti moderni” a professioni che spesso lavorano con software e procedure non aggiornate.
Il contesto spinge: l’Europa accelera su rinnovabili, data center e modernizzazione della rete, e la domanda di lavoratori qualificati cresce. Le stime citate dal settore parlano di una necessità aggiuntiva di 5,8 milioni di lavoratori qualificati entro il 2030, su una base di circa 28 milioni di lavoratori specializzati “blue collar” nell’UE. Se la carenza aumenta, la formazione continua diventa un pezzo della soluzione, non un benefit.
Qui la scommessa di Gyver è culturale prima che tecnologica: rendere il mestiere dell’elettricista più “cool”, come ha detto il cofondatore Francesco Defendi, e riportarlo al centro dell’economia dell’elettrificazione. Ma l’AI, da sola, non alza i salari né cambia i cantieri. Pu ridurre frizioni, migliorare l’accesso alle opportunità e rendere più trasparenti competenze e percorsi, lasciando al mercato e alle politiche industriali il resto del lavoro sporco.
Punti chiave
- Gyver chiude un round pre-seed da 1,4 milioni per strumenti AI dedicati agli elettricisti.
- La piattaforma usa un hiring conversazionale, soprattutto via WhatsApp, per creare profili strutturati.
- La startup dichiara una community di circa 25.000 elettricisti e punta prima sull’Italia.
- L’espansione prevista include upskilling e tool tecnici per design elettrico e workflow PLC.
Domande frequenti
Che cosa fa Gyver, in pratica?
Gyver sviluppa una piattaforma di workforce e recruiting per elettricisti e tecnici industriali. Raccoglie informazioni strutturate tramite conversazioni, soprattutto via WhatsApp, e le trasforma in profili utili alle aziende per assumere più rapidamente.
Quanto ha raccolto Gyver e chi ha investito?
La startup ha annunciato un round pre-seed da 1,4 milioni di euro, guidato da Brighteye, con la partecipazione di āltitude, Vento Ventures, Zanichelli Venture, Antler e diversi business angel.
Gyver vuole sostituire gli elettricisti con l’AI?
No. La tesi dichiarata è usare l’AI per aumentare produttività e valore dei lavoratori, automatizzando attività di selezione, raccolta dati e workflow, mentre il lavoro manuale e tecnico resta centrale.
Perché puntare su WhatsApp per le assunzioni?
Perché molti elettricisti trovano lavoro tramite passaparola e canali diretti. Un’interfaccia conversazionale su WhatsApp riduce l’attrito rispetto ai job board generalisti e consente di raccogliere dati coerenti su esperienza, certificazioni e disponibilità.
Quali strumenti vuole sviluppare oltre al recruiting?
Gyver intende estendersi a formazione, upskilling e tool di produttività, con riferimento a attività tecniche come design elettrico e workflow legati ai PLC, per supportare il lavoro quotidiano in ambito industriale.
Fonti
- AI for the workers it can’t replace: Italy’s Gyver raises €1.4 million to empower electricians | EU-Startups
- Leo Acciarri | EU-Startups
- Gyver secures €1.4M to address electrician shortage in Europe
- Italian startup Gyver raises €1.4M to tackle Europe’s skilled electrician shortage | Vestbee
- Gyver scores €1.4M to help power Europe’s industrial workforce – Tech.eu







