Starship V3, la versione più alta e potente del sistema di lancio di SpaceX, si è fermata quando il conto alla rovescia era a 40 secondi dal decollo.
La sequenza automatica ha bloccato più volte la procedura vicino al punto di non ritorno operativo, fino alla decisione di interrompere il tentativo dalla base di Starbase, nel sud del Texas. Il razzo era stato completamente rifornito, con meteo migliorato rispetto alle ore precedenti e una partenza posticipata di circa un’ora. Ma un problema a terra, legato alla torre e alle connessioni con il veicolo, ha reso impossibile rispettare i vincoli di tempo e temperatura dei propellenti. SpaceX ha indicato che un nuovo tentativo pu arrivare rapidamente, se la riparazione si chiude in serata.
Dan Huot descrive cinque hold e rifornimento completo
Durante la diretta ufficiale, Dan Huot, volto delle comunicazioni SpaceX, ha spiegato che il team è arrivato a caricare completamente il veicolo, prima che il computer della sequenza di lancio riportasse l’orologio in hold ripetute. In totale si sono contate cinque hold, tutte concentrate nella fase finale, quando il sistema passa dalla gestione manuale alle logiche automatiche di sicurezza.
Il punto critico è il “built-in hold” a T-40 secondi, una finestra in cui si effettuano verifiche finali e si allineano i sistemi della torre, delle linee criogeniche e dell’avionica. Il conto alla rovescia ha provato a ripartire più volte, ma ogni riavvio ha incontrato un nuovo stop, segnale che l’anomalia non era intermittente ma persistente in una catena di comandi.
Huot ha anche chiarito un dettaglio tecnico che pesa sulle decisioni: SpaceX pu restare in hold a T-40 solo per pochi minuti, perché oltre quel limite le condizioni termiche dei propellenti diventano meno adatte a un decollo nominale. In pratica, non è un “rinvio di comodo”, è un vincolo fisico. Quando la finestra operativa si restringe, la scelta più prudente è fermarsi, scaricare e riprogrammare.
Elon Musk indica un perno idraulico sull’umbilical arm
Elon Musk ha attribuito lo stop a un componente specifico: un perno idraulico che non si è retratto come previsto su un braccio ombelicale della torre, cioè l’umbilical arm che collega la struttura di lancio al razzo fino agli ultimi istanti. È un elemento che deve muoversi con precisione, perché gestisce connessioni e distacchi in una sequenza sincronizzata con l’accensione.
La dinamica racconta bene quanto il “ground segment” sia determinante: anche con un razzo pronto e carico, una singola parte della torre pu bloccare tutto. E qui c’è una sfumatura che spesso sfugge nel racconto pubblico, il rischio non è solo “non partire”, ma partire con un’interfaccia che non si è separata correttamente. In un sistema enorme come Starship, la ridondanza aiuta, ma non elimina i punti singoli di fallimento.
Musk ha aggiunto che, se la riparazione fosse completata nella notte, SpaceX avrebbe potuto riprovare già il giorno successivo. È stata indicata una finestra di 90 minuti con apertura alle 22:30 UTC. La tempistica è coerente con la prassi di Starbase, dove si lavora per iterazioni rapide, ma resta legata a verifiche post-intervento e alla ripetizione dei test di sequenza sulla torre.
Starship V3 e Pad 2: l’impatto su Artemis e Starlink
Il debutto di Starship V3 è legato a una traiettoria industriale più ampia: SpaceX punta ad aumentare prestazioni e cadenza di volo, con obiettivi che includono missioni operative come i lanci Starlink e il supporto al programma NASA Artemis. Il tentativo è avvenuto da una nuova infrastruttura, spesso indicata come Launch Pad 2, un passaggio chiave per scalare le attività senza saturare l’unico complesso disponibile.
Il rinvio a T-40 secondi non è un fallimento del razzo in sé, ma un promemoria sul fatto che la riusabilità totale dipende almeno quanto dall’hardware di volo dall’hardware a terra. Un sistema che ambisce a ritmi alti deve rendere affidabili anche bracci, valvole, diverter d’acqua e tutta la meccanica che vive a pochi metri dai motori. È la parte meno “spettacolare”, ma spesso è quella che decide il calendario.
Il confronto con i test precedenti aiuta a mettere in prospettiva. Nei voli di prova passati, SpaceX ha accettato eventi anomali e perdite di veicoli come prezzo dell’apprendimento, ma con programmi come Artemis la tolleranza al rischio operativo si riduce e l’attenzione si sposta su ripetibilità e controllo. La critica che si pu fare è che la comunicazione pubblica tende a enfatizzare il razzo “più alto del mondo”, mentre i colli di bottiglia reali, come un perno idraulico, raccontano dove si gioca la maturità del sistema.
Punti chiave
- Il tentativo di lancio di Starship V3 è stato annullato a T-40 secondi dopo cinque hold.
- Il razzo era completamente rifornito, ma i vincoli termici dei propellenti limitano la durata delle attese.
- Musk ha indicato un perno idraulico che non si è retratto su un braccio ombelicale della torre.
- SpaceX valuta un nuovo tentativo in una finestra di 90 minuti, se la riparazione si chiude rapidamente.
Domande frequenti
Perché SpaceX non può restare in hold a T-40 per molto tempo?
Perché oltre pochi minuti le condizioni dei propellenti criogenici cambiano, con temperature che risalgono e riducono i margini per un decollo nominale. Se l’anomalia non si risolve in fretta, il team preferisce interrompere, mettere in sicurezza il veicolo e riprogrammare.
Che cos’è l’umbilical arm e perché è critico?
È il braccio della torre che mantiene collegamenti e servizi tra infrastruttura a terra e razzo fino agli ultimi secondi. Deve retrarsi correttamente per consentire la separazione pulita al decollo. Un blocco meccanico o idraulico in quella fase può imporre lo stop per ragioni di sicurezza.
Qual è stata la causa indicata per lo scrub di Starship V3?
Elon Musk ha parlato di un perno azionato idraulicamente che non si è retratto su un braccio ombelicale della torre di lancio. Il problema rientra quindi nei sistemi di supporto a terra, non in un guasto confermato dei motori in volo.
Quando potrebbe avvenire un nuovo tentativo di lancio?
SpaceX ha lasciato intendere che un nuovo tentativo potrebbe arrivare già il giorno successivo, se la riparazione viene completata in serata e i test di sequenza risultano puliti. È stata citata una finestra di 90 minuti con apertura alle 22:30 UTC.
Fonti
- Ground system issue scrubs first launch of SpaceX’s Starship V3 rocket – Ars Technica
- SpaceX Starship – Wikipedia
- SpaceX’s 1st Starship V3 megarocket launch scrubbed at last minute. Sorry, Nicki Minaj | Space
- SpaceX Revealed First Starship V3 Launch Schedule to Make History, Unlike Any Other…
- SpaceX reveals reason for Starship v3 stand down, announces next launch date








