La start-up francese Mantle8, nata a Grenoble, ha chiuso un round di Serie A da 31 milioni di euro per finanziare quella che definisce la campagna di esplorazione e perforazione sull’idrogeno naturale più avanzata al mondo.
L’obiettivo è semplice da dire e difficile da realizzare, trovare accumuli sotterranei con volumi e purezza tali da reggere un progetto industriale. I capitali, da impiegare nei prossimi due anni, arrivano in un momento in cui l’Europa cerca più autonomia energetica e prova a tagliare i costi dell’idrogeno. Mantle8 sostiene che la sua tecnologia possa spingere l’economia del settore verso un ordine di grandezza diverso, con un target di costo intorno a 0,80 euro al chilo, ma tra promessa e mercato c’è la prova più dura, il pozzo.
Sandwater guida il round con Breakthrough Energy e Bpifrance
Il finanziamento da 31 milioni è stato guidato da Sandwater e ha visto la partecipazione di Breakthrough Energy Ventures e del fondo Ecotechnologies 2 gestito da Bpifrance per conto dello Stato francese. Nel gruppo figurano anche IP Group, Wind Capital e Calderion. Per una società di esplorazione, la composizione del round conta quasi quanto l’importo, perché indica quanto capitale paziente e quanta tolleranza al rischio ci siano dietro la strategia.
Con questo Serie A, la raccolta complessiva di Mantle8 arriva a 37 milioni di euro, includendo un seed da 3,4 milioni nel 2025 e una sovvenzione UE del Just Transition Fund da 2,06 milioni ricevuta all’inizio dell’anno. Il messaggio è chiaro, il progetto non è più un esperimento da laboratorio, ma un programma che deve produrre risultati misurabili sul campo, con tempi e budget tipici dell’industria estrattiva.
Tom Even Mortensen, managing partner di Sandwater, ha motivato l’investimento puntando su due elementi, tecnologia proprietaria già validata e passaggio alla fase commerciale. Da Breakthrough Energy Ventures, Carmichael Roberts ha definito l’idrogeno geologico una delle sorprese energetiche dell’ultimo decennio. La lettura più prudente è che il capitale scommette sul “se” e sul “dove”, ma non pu eliminare l’incognita principale, quante scoperte saranno davvero sfruttabili.
HOREX e immagini 4D per selezionare siti da perforare
Il cuore dell’approccio è HOREX, una piattaforma multifisica che genera immagini 4D di sistemi attivi di idrogeno nel sottosuolo. In pratica, Mantle8 prova a vedere non solo la geometria delle strutture, ma anche la dinamica, dove l’idrogeno si genera e come si muove nel tempo. Nel 2025 l’azienda ha dichiarato di aver completato la prima imaging 4D al mondo di un sistema sotterraneo attivo nel progetto Hydrogeco, sui Pirenei francesi.
La selezione dei target passa anche dal framework chiamato Geological Trifecta, che cerca la coesistenza di tre condizioni, una sorgente che genera idrogeno, un meccanismo di rifornimento continuo e un serbatoio sufficientemente sigillato. Tradotto, non basta trovare “tracce” o flussi sporadici, serve una combinazione che prometta continuità e accumulo. È una differenza cruciale rispetto a molte narrazioni sull’idrogeno naturale, spesso basate su segnalazioni locali.
La campagna finanziata dal round dovrebbe usare la piattaforma su una pipeline globale per identificare e classificare le opportunità, poi passare alla fase che decide tutto, la perforazione di siti selezionati per confermare accumuli e misurare volume, purezza e qualità del serbatoio. Qui sta la critica più ovvia, l’imaging e i modelli riducono il rischio, ma il rischio resta. Se i primi pozzi non confermano, la narrativa “più avanzata al mondo” si scontra con la statistica dell’esplorazione.
Obiettivo 0,80 /kg e sfida di riserve ad alta purezza
Mantle8 stima che, se la ricerca individua riserve sfruttabili, l’idrogeno naturale possa arrivare a circa 0,80 /kg di costo, un numero che, se verificato, cambierebbe le comparazioni con l’idrogeno prodotto da elettrolisi e con quello da gas con cattura della CO2. La promessa è un idrogeno a basse emissioni senza dover costruire tutta la catena elettrica dedicata, ma la condizione è trovare giacimenti con caratteristiche industriali.
Il punto tecnico è la purezza e la continuità della produzione. L’azienda ripete che l’idrogeno naturale “esiste”, il problema è individuare riserve ad alta purezza e commercialmente valide. Questo sposta il discorso dal marketing alla geologia, perché un giacimento con contaminanti o con portate troppo basse pu risultare economicamente inutile. Qui entrano in gioco anche i costi di perforazione, test e completamento dei pozzi, che non perdonano errori di target.
Nel piano c’è anche la crescita tramite partnership con organizzazioni focalizzate su perforazione e sfruttamento dei serbatoi, per accelerare lo scale-up in Europa e in altre regioni. L’argomento “sovranità energetica” torna spesso nelle dichiarazioni degli investitori, ma va maneggiato con cautela, perché la sovranità non si ottiene con un round, si ottiene con volumi, autorizzazioni, infrastrutture e un prezzo stabile. Mantle8 adesso deve dimostrare, pozzo dopo pozzo, che la geologia regge la strategia.
Origine
- Breakthrough Energy Ventures and Bpifrance invest €31M in French startup Mantle8 to find hydrogen underground — TFN
- France’s Mantle8 raises €31 million to fund the world’s most advanced natural hydrogen exploration and drilling campaign | EU-Startups
- Mantle8 Raises €31 M in Series A Funding to Prove Commercial Viability of Natural Hydrogen Production
- Mantle8 raises €31 MM in Series A funding to prove commercial viability of natural hydrogen production
- French start-up raises €31m to fund ‘world’s most advanced natural hydrogen exploration and drilling campaign’ | Hydrogen Insight




