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Attenzione ai driver AMD 26.5.1, le ventole possono restare ferme e far salire le temperature

Attenzione ai driver AMD 26.5.1, le ventole possono restare ferme e far salire le temperature

Bruno ARANZULLA di Bruno ARANZULLA
15 Maggio 2026
in Attualità, Elettronica
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Le segnalazioni si stanno accumulando su Reddit: dopo l’aggiornamento ai driver AMD Adrenalin 26.5.1, alcuni proprietari di GPU Radeon raccontano comportamenti anomali delle ventole legati alla funzione Zero RPM.

Il punto critico, secondo i post, è che in determinate condizioni le ventole restano ferme più a lungo del previsto, con un aumento improvviso delle temperature. Il caso più citato riguarda situazioni apparentemente “innocue”, come quando il monitor va in sospensione o quando il PC resta inattivo. Proprio l, dicono diversi utenti, la gestione automatica pu incepparsi e la scheda grafica pu scaldare senza che le ventole intervengano in tempo. Non è un allarme generalizzato per tutte le configurazioni, ma è un problema abbastanza ricorrente da spingere molti a consigliare prudenza e controlli manuali.

Reddit concentra le segnalazioni sul bug Zero RPM

Nei thread di assistenza, la dinamica ricorrente è questa: dopo l’installazione del driver Adrenalin 26.5.1, la modalità Zero RPM non si comporta come prima. Alcuni utenti descrivono ventole che non partono quando dovrebbero, oppure che reagiscono con ritardo, lasciando salire la temperatura fino a livelli inattesi durante transizioni di stato, per esempio quando lo schermo si spegne o il sistema entra in una fase di idle.

Il dettaglio che rende la storia credibile è la ripetitività: non si parla di un singolo caso isolato, ma di esperienze simili riportate da persone con hardware diverso e abitudini d’uso differenti. Un utente sintetizza il problema in modo pragmatico: “Dopo l’update, ho smesso di fidarmi dell’automatico, perché la scheda si scalda e la curva non reagisce”. È una frase da forum, ma fotografa bene il timore principale, cioè che la protezione termica arrivi tardi.

Va detto che non tutti registrano lo stesso comportamento e non emerge una lista “ufficiale” di modelli colpiti. Proprio qui sta la prima critica: quando un’impostazione pensata per ridurre rumore e consumi diventa imprevedibile, l’utente medio non ha strumenti immediati per capire se è davanti a un bug, a un conflitto software o a un profilo ventole corrotto. Con Radeon e Zero RPM, la differenza tra comodità e rischio pu dipendere da pochi minuti di test.

Temperature hotspot: differenze fino a 20C cambiano la percezione

Una parte della confusione nasce dal modo in cui vengono lette le temperature. Nelle discussioni tecniche, torna spesso il tema del GPU hotspot, cioè il punto più caldo rilevato da una rete di sensori sul die, distinto dalla temperatura “edge” più tradizionale. In alcuni casi, viene spiegato, la differenza tra hotspot ed edge pu arrivare a 20C, e questo fa sembrare “normale” un valore mentre un altro sta già sfiorando soglie critiche.

Un esempio concreto citato dagli utenti riguarda un gioco che portava l’hotspot a 99C in modo ripetibile. Dopo aver disattivato lo Zero RPM e impostato una curva ventole molto blanda, quasi inudibile, la stessa persona riferisce un picco massimo di 78C, quindi 21 gradi in meno a parità di scenario. La spiegazione proposta è semplice: con Zero RPM attivo, le ventole impiegano alcuni secondi ad avviarsi e a generare pressione d’aria sufficiente, e quei secondi bastano per far impennare l’hotspot.

Questa non è una prova “da laboratorio”, ma è un’indicazione utile: se si guarda solo alla temperatura media o al valore edge, si rischia di sottovalutare i picchi. E i picchi, anche brevi, sono quelli che spaventano chi vuole tenere la scheda per 4 anni o più. Il punto non è che ogni GPU sia in pericolo, ma che una funzione come Zero RPM va valutata insieme a hotspot e profili reali di carico, non solo sul desktop.

Soluzioni pratiche: curva manuale e profili salvati in Adrenalin

Nel breve periodo, la contromisura più ripetuta è disattivare Zero RPM e impostare una curva ventole manuale, anche molto conservativa. L’idea è far girare le ventole a un regime minimo costante, abbastanza basso da restare poco udibile, ma sufficiente a evitare che il dissipatore “si saturi” di calore in silenzio. È un compromesso: più rumore rispetto allo zero assoluto, ma maggiore prevedibilità termica.

Altri suggeriscono di salvare un profilo in Adrenalin dopo aver regolato la curva, perché alcuni utenti lamentano che le impostazioni possano resettarsi. In community esterne, c’è chi racconta di dover rientrare periodicamente nel pannello per disattivare di nuovo Zero RPM quando nota che le ventole non partono sotto carico. Non è un comportamento che dovrebbe esistere, ma, finché non arriva una correzione, salvare e ricaricare un profilo riduce la frizione quotidiana.

Un’ulteriore accortezza citata nelle discussioni riguarda il “fast boot” di sistema: disattivarlo viene indicato come possibile aiuto in casi in cui impostazioni e stato dei driver sembrano non inizializzarsi correttamente al riavvio. Non è una bacchetta magica e non vale per tutti, ma è un test rapido. Se usi una GPU AMD e hai aggiornato a 26.5.1, la cosa più sensata resta monitorare per qualche giorno con un tool affidabile e verificare che le ventole reagiscano sempre, soprattutto quando il monitor va in sleep o quando riprendi un carico improvviso.

Origine

  • Zero RPM feature could cause GPU temperatures to rise unexpectedly
  • Info – Zero RPM GPU fan settings are the enemy! | Tom’s Hardware Forum
  • Loud Fans and Low fps after update : r/AMDHelp – Reddit
  • PC Builder and Setups Community | 7900xtx. Only problem I’ve had so far is every other day I have to go into adrenalin and turn off the zero rpm option | Facebook
  • https://huggingface.co/Efficient-Large-Model/NVILA…
Tags: COMPUTER
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Bruno ARANZULLA

Bruno ARANZULLA

Bruno Aranzulla é um jornalista tech português especializado em atualidade digital, inteligência artificial, smartphones, ciência aplicada e automóvel conectado. Através da NetParceiro.pt, acompanha as inovações que estão a transformar o quotidiano dos leitores, com uma abordagem clara, acessível e focada nos usos reais. O seu trabalho editorial procura tornar a tecnologia mais compreensível, sem jargão desnecessário nem promessas exageradas. Interessa-se tanto pelos grandes lançamentos das marcas como pelas mudanças mais discretas que alteram a forma como trabalhamos, comunicamos, nos deslocamos e consumimos informação.

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