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I satelliti russi COSMOS 2581 e COSMOS 2583 si sono avvicinati a circa 3 metri in orbita bassa il 28 aprile 2025, rilanciando i sospetti di test ASAT.

La Russia ha dimostrato in orbita di poter mettere un satellite a 3 metri da un altro senza incidenti: COSMOS 2581 e 2583 rilanciano il dibattito sulle armi anti-satellite co-orbitali

Bruno ARANZULLA di Bruno ARANZULLA
14 Maggio 2026
in Attualità, Scienza
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Due satelliti russi, COSMOS 2581 e COSMOS 2583, si sono avvicinati a circa 3 metri l’uno dall’altro in orbita bassa il 28 aprile 2025.

Lo scarto, l’equivalente di una grande automobile, non ha nulla di un semplice “incrocio” orbitale. Alcuni analisti specializzati nella sorveglianza dello spazio descrivono una sequenza pilotata, con aggiustamenti fini per tenere una configurazione ravvicinata. Il contesto rende la scena più sensibile. I due velivoli fanno parte di un trio lanciato a febbraio 2025 su un razzo Soyuz, con COSMOS 2582. Osservazioni pubbliche parlano di manovre ripetute e dell’apparizione di un oggetto aggiuntivo, catalogato separatamente. In un ambito dove la trasparenza è rara, la domanda non è solo “cosa stanno facendo?”, ma “perché ora e con quale livello di padronanza?”.

COMSPOC descrive un avvicinamento a 10 piedi il 28 aprile

La prossimità riportata, intorno ai 10 piedi, è stata qualificata come non casuale da COMSPOC, una società americana di “space situational awareness”. La sua analisi insiste su un punto semplice ma denso, COSMOS 2583 avrebbe effettuato diverse micro-manovre per restare in contatto geometrico con COSMOS 2581, anziché lasciare che la meccanica orbitale imponesse un allontanamento naturale.

Questo tipo di appuntamento, chiamato operazioni di rendezvous e prossimità, richiede navigazione relativa, sensori e soprattutto la capacità di modulare la velocità con precisione molto fine. A queste quote, pochi centimetri al secondo di scarto finiscono per creare chilometri di separazione. La performance, se confermata nel tempo, segnala una catena completa: pianificazione, propulsione, determinazione d’orbita e controllo d’assetto.

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Il dettaglio che colpisce di più riguarda la coreografia attorno al duo. Durante l’evento, COSMOS 2582 avrebbe seguito la formazione a meno di 100 km, mentre un “Object F”, un sotto-satellite associato a COSMOS 2583, sarebbe passato a circa 15 km da 2582 e 10 km da 2581, senza che questi ultimi manovrassero. Non siamo in un semplice duo, ma in una scena con più attori.

Tre piccoli satelliti fotografati all'esterno della ISS nel 2012 (senza relazione con il satellite russo). Immagine: NASA
Tre piccoli satelliti fotografati all’esterno della ISS nel 2012 (senza relazione con il satellite russo). Immagine: NASA

LeoLabs e l’oggetto catalogato rilanciano la pista dei test militari

I dati sfruttati provengono anche da strumenti di tracking radar, tra cui quelli di LeoLabs, utilizzati per ricostruire le traiettorie. In questo dossier, la sensibilità nasce dall’opacità: la Russia non ha comunicato un uso civile chiaro per COSMOS 2581, 2582 e 2583. Nello spazio, il silenzio non è una prova, ma aumenta l’incertezza, soprattutto quando le manovre escono dall’ordinario.

Un elemento concreto ha alimentato gli interrogativi: l’apparizione di un oggetto aggiuntivo, identificato dai cataloghi americani dopo un possibile rilascio da parte di COSMOS 2583 attorno al 18 marzo. Un velivolo che “deposita” un secondo oggetto può avere motivi legittimi, ispezione, calibrazione, sperimentazione di dispiegamento. Ma la stessa architettura può servire a testare scenari più aggressivi, avvicinamento, inseguimento ravvicinato o capacità di mettersi su un’orbita simile a quella di un bersaglio.

Sfumatura indispensabile, non tutti convalidano l’ipotesi di una dimostrazione ostile. L’astrofisico Jonathan McDowell, che segue gli oggetti in orbita, ha pubblicamente relativizzato alcune interpretazioni, parlando di un possibile effetto di coincidenza legato a orbite vicine, senza prove di “targeting”. Se cerchi una lettura prudente, è qui: manovre complesse non significano automaticamente arma. Ma dimostrano una competenza, ed è già un segnale strategico.

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I precedenti Cosmos 2542 e 2558 alimentano i timori ASAT

Ciò che rende esplosivo l’episodio 2025 è la storia. Osservatori hanno già descritto “satelliti ispettori” russi, tra cui COSMOS 2542, che si era avvicinato a un satellite spia americano nel 2020. Il principio è noto, avvicinarsi, osservare, caratterizzare, talvolta dispiegare un sotto-oggetto. Preso isolatamente, ogni evento può spiegarsi, presi insieme tracciano una possibile dottrina di presenza ravvicinata.

Le preoccupazioni riguardano una variante, la capacità ASAT co-orbitale, cioè un veicolo che può posizionarsi accanto a un altro e, su ordine politico, neutralizzarlo. Organizzazioni come la Secure World Foundation ricordano che la Russia testa dal 2010 tecnologie di rendezvous in orbita bassa e geostazionaria, con implicazioni dirette per la sicurezza spaziale. Il problema è il confine sfumato tra ispezione difensiva e preparazione offensiva.

Il dibattito non oppone solo Mosca a Washington. Stati Uniti e Cina hanno già dimostrato capacità di prossimità orbitale, usate per ispezione, intelligence o manutenzione. Ma l’approccio a 3 metri rimette pressione sulle regole del gioco, quale distanza minima è accettabile, quale notifica preventiva, quale comportamento “responsabile”? A forza di moltiplicare manovre serrate, il rischio di incidente, o di interpretazione errata, aumenta, e l’escalation può partire da un semplice dubbio tecnico.

Domande frequenti

Perché un avvicinamento a 3 metri in orbita è notevole?
Perché a queste velocità tenere una separazione di pochi metri richiede correzioni molto precise e una navigazione relativa padroneggiata. Non è un semplice “passaggio” naturale, suggerisce un’operazione pianificata e controllata.
Cosa si sa di COSMOS 2581, 2582 e 2583?
Sono stati lanciati a febbraio 2025 su un razzo Soyuz, e osservazioni pubbliche indicano manovre di prossimità ripetute. La Russia non ha dettagliato la loro missione, il che alimenta le interpretazioni.
Cos’è l'”Object F” menzionato dagli analisti?
Si tratta di un oggetto catalogato separatamente, descritto come un sotto-satellite dispiegato da COSMOS 2583. È stato osservato durante passaggi a diversi chilometri da alcuni satelliti del trio, senza che questi ultimi manovrassero.
È la prova che la Russia testa un’arma spaziale?
No. Le manovre dimostrano una capacità tecnica, ma l’intenzione resta indeterminata. Specialisti come Jonathan McDowell hanno contestato alcune letture allarmistiche, sottolineando l’assenza di indizi diretti di targeting.
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Fonti

  • ‘Whatever Russia is testing, it’s sophisticated’: 2 Russian satellites get within 10 feet of each other in orbit
  • Russian Satellite Trio Just Dropped Something Weird in Orbit
  • Russia’s new Cosmos satellite orbiting near US sat, piques ASAT fears – Breaking Defense
  • Secure World Foundation: Russian Military and Intelligence Rendezvous and Proximity Operations Fact Sheet
  • Russia’s application spacecraft
Tags: SPAZIO
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Bruno ARANZULLA

Bruno ARANZULLA

Bruno Aranzulla é um jornalista tech português especializado em atualidade digital, inteligência artificial, smartphones, ciência aplicada e automóvel conectado. Através da NetParceiro.pt, acompanha as inovações que estão a transformar o quotidiano dos leitores, com uma abordagem clara, acessível e focada nos usos reais. O seu trabalho editorial procura tornar a tecnologia mais compreensível, sem jargão desnecessário nem promessas exageradas. Interessa-se tanto pelos grandes lançamentos das marcas como pelas mudanças mais discretas que alteram a forma como trabalhamos, comunicamos, nos deslocamos e consumimos informação.

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