Honda mette un freno alla tabella di marcia che prometteva vendite globali solo di auto elettriche e a idrogeno entro il 2040.
La casa giapponese riorienta la strategia su una crescita più graduale, con il motore termico che continuerà a vivere oltre quella data, sostenuto da una nuova generazione di modelli ibridi. La svolta arriva in un contesto finanziario e industriale complicato: l’azienda ha registrato una perdita annuale, la prima dal 1957, legata in larga parte ai costi di sviluppo dell’elettrico. Nel frattempo, la domanda di EV cresce ma non al ritmo previsto a inizio anni 2020, mentre infrastrutture, incentivi e costi delle batterie restano variabili da mercato a mercato.
Honda accantona il target 2040 dopo una perdita da 414,3 miliardi
Il cambio di rotta si lega a numeri che pesano. Nell’ultimo esercizio chiuso a marzo, Honda ha riportato una perdita di 414,3 miliardi di yen, la prima dal 1957. Una parte rilevante deriva da investimenti sull’auto elettrica che non hanno generato i ritorni attesi, con perdite EV stimate oltre 1,5 trilioni di yen secondo i dati diffusi insieme alla revisione della strategia.
Dentro questi conti finiscono anche fattori esterni che rendono difficile pianificare: la volatilità delle politiche industriali, la riduzione o perdita di incentivi in alcuni mercati, e i costi legati alla catena di fornitura. Honda ha quantificato in circa 331,6 miliardi di yen l’impatto combinato di carenza di semiconduttori e tariffe elevate. È il tipo di zavorra che spinge un costruttore a privilegiare tecnologie già mature.
Marco R., analista automotive a Milano, la sintetizza in modo brutale: “L’elettrico non è un interruttore, è un sistema, se rete di ricarica e prezzi non seguono, il cliente sceglie altro”. La critica, qui, è che i piani annunciati nel 2021 erano molto ambiziosi e oggi vengono ridimensionati. Honda conferma la neutralità carbonica 2050, ma senza legarsi a una gamma esclusivamente elettrica nel 2040.
Quindici ibridi entro marzo 2030 e 4,4 trilioni di yen di investimenti
La nuova scommessa è sugli ibridi: Honda prevede di lanciare 15 modelli ibridi di nuova generazione a livello globale entro marzo 2030. Il Nord America è indicato come mercato chiave per questa ondata di prodotto. Durante la presentazione della strategia sono stati anticipati due veicoli, una berlina a marchio Honda e un SUV Acura, segnali di un’offerta che punta anche a fasce più redditizie.
Sul tavolo c’è un investimento di 4,4 trilioni di yen (circa 28 miliardi di dollari) per powertrain ibridi basati su nuovi motori benzina a quattro cilindri e V6. Honda promette per i modelli più grandi un miglioramento di circa 30% nei consumi e un incremento del 10% nell’accelerazione rispetto a veicoli termici comparabili di oggi. Il primo arrivo commerciale di questa famiglia è atteso tra fine 2028 e inizio 2029.
Qui c’è il punto più controverso: l’ibrido come ponte funziona, ma rischia di diventare una comoda zona di comfort. Toyota lo ha difeso per anni, mentre altri marchi stanno estendendo le scadenze sull’addio al termico. Per Honda la mossa valorizza un’identità storica legata ai motori, ma la concorrenza EV, soprattutto cinese su prezzo e velocità di sviluppo, resta un fattore che pu erodere quote se la transizione rallenta troppo.
Nord America al centro, stop al progetto batterie in Canada da 15 miliardi
Il riposizionamento ha ricadute immediate sul piano industriale in Nord America. Honda ha confermato la sospensione del progetto per un impianto batterie per EV in Canada da 15 miliardi di dollari. Non è un dettaglio: una fabbrica di quel tipo fissa la traiettoria di un gruppo per anni, tra fornitori, logistica e competenze. Metterla in pausa indica che la domanda e la redditività previste non giustificano, per ora, l’impegno.
La scelta parla anche di politica industriale: quando incentivi e regole cambiano rapidamente, la pianificazione diventa fragile. Un dirigente di settore, sentito durante un evento a Torino, la mette sul pratico: “Se mi sposti i bonus ogni 12 mesi, io non posso ammortizzare linee e formazione”. È un ragionamento che vale per tutta l’industria e che spiega perché molti costruttori stiano puntando su soluzioni miste, dove l’ibrido assorbe parte del rischio.
Honda, intanto, deve difendersi anche in Asia: le vendite di auto sono scese del 21,4% nell’area, sotto pressione di concorrenti cinesi a basso costo. In questo quadro, continuare a produrre motori a benzina oltre il 2040 non significa ignorare l’elettrico, ma gestire un portafoglio più prudente. Il vero test sarà la capacità di trasformare l’investimento ibrido in margini e in prodotti desiderabili, senza ritrovarsi tra qualche anno a rincorrere chi ha accelerato sull’EV.
Origine
- Honda abandons plan to fully switch to electric vehicles by 2040
- Honda gives up on all-EV future: ‘Not realistic’
- Honda Abandons 2040 EV-Only Goal, Bets Big on Hybrids Instead
- Honda Will Build Gas Cars Beyond 2040. Many New Hybrids Incoming
- Honda shifts gears on its target of selling only electric and hydrogen-powered cars by 2040




