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Bill Gates punta sul nucleare TerraPower acquisisce test avanzati dalla Corea

Bill Gates punta sul nucleare TerraPower acquisisce test avanzati dalla Corea

Bill Gates punta sul nucleare: TerraPower acquisisce test avanzati dalla Corea

Bruno ARANZULLA di Bruno ARANZULLA
18 Maggio 2026
in Attualità, Economia, Scienza
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TerraPower, la società statunitense fondata da Bill Gates, ha acquisito tecnologia sudcoreana legata ai test di sicurezza per reattori veloci raffreddati a sodio, con un accordo da 7 miliardi di won, circa 4,67 milioni di dollari.

L’operazione ruota attorno a STELLA, un impianto di simulazione sviluppato dal Korea Atomic Energy Research Institute (KAERI) per riprodurre scenari incidentali e validare sistemi di sicurezza di questa famiglia di reattori. Il punto pratico è che il trasferimento di proprietà intellettuale e know-how permette a TerraPower di costruire e gestire negli Stati Uniti una propria infrastruttura di prova, mentre avanza il progetto Natrium in Wyoming, un reattore da 345 MW raffreddato a sodio con accumulo termico a sali fusi. Qui c’è una nota critica, il test indipendente accelera lo sviluppo, ma alza anche l’asticella su trasparenza e controllo pubblico, perché i dati e i protocolli diventano un asset industriale.

KAERI cede a TerraPower il know-how STELLA per i test

L’accordo con KAERI riguarda competenze di progettazione, fabbricazione e utilizzo di STELLA, una struttura pensata per simulare condizioni normali ed emergenziali in un reattore veloce raffreddato a sodio. In concreto, parliamo di dati sperimentali su trasferimento di calore e dinamica dei flussi del refrigerante, informazioni che servono quando si devono dimostrare margini di sicurezza credibili a regolatori e utility.

TerraPower ha anche mandato circa 10 dipendenti in Corea del Sud per una settimana di formazione, tra l’11 e il 15 maggio, focalizzata su progettazione e gestione dei sistemi di raffreddamento a sodio. È un dettaglio operativo che conta, perché il sodio liquido è molto diverso dall’acqua: richiede procedure, materiali e strumenti dedicati, e la curva di apprendimento non si improvvisa in un laboratorio generico.

Dal lato sudcoreano, la cessione sottolinea quanto la ricerca locale sui reattori avanzati sia considerata matura sul piano sperimentale. Ma mette anche in luce una tensione: parte della capacità di test e validazione, costruita con risorse pubbliche, finisce per alimentare un progetto industriale estero. Un analista del settore, sentito a Seoul, la mette in modo diretto: “La Corea esporta know-how di frontiera, ma la commercializzazione interna procede a strappi”.

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Il reattore Natrium da 345 MW punta su sodio e sali fusi

Il progetto di punta di TerraPower è Natrium, un reattore veloce raffreddato a sodio da 345 MW previsto in Wyoming. A differenza dei reattori ad acqua, il sodio consente temperature operative più alte e non richiede pressurizzazione comparabile, un elemento che viene spesso citato per l’efficienza termica e per alcuni profili di sicurezza, pur con complessità specifiche nella gestione del refrigerante.

La caratteristica che TerraPower spinge sul tavolo della rete elettrica è l’integrazione con un sistema di accumulo a sali fusi, indicato come 1 GWh di storage termico. Questo schema consente di mantenere la produzione nucleare “stabile” mentre l’impianto pu modulare l’energia immessa in rete, con un picco che viene descritto fino a 500 MW per coprire domanda elevata. È un argomento pensato per sistemi con molta eolica e solare, dove la flessibilità vale quasi quanto i megawatt.

Il progetto ha incassato un passaggio regolatorio significativo: a marzo 2026 la US Nuclear Regulatory Commission ha rilasciato l’autorizzazione alla costruzione, e la costruzione è partita in aprile 2026. È un segnale importante per i reattori avanzati non ad acqua, ma non elimina le incognite tipiche dei primi esemplari, tempi, costi, catena di fornitura e capacità di dimostrare prestazioni reali, non solo da render o da brochure.

Wyoming e filiera: l’acquisizione coreana serve a costruire test negli USA

Il trasferimento tecnologico serve a un obiettivo molto concreto: permettere a TerraPower di costruire negli Stati Uniti una propria facility di test di sicurezza per reattori veloci al sodio. Per un progetto come Natrium, disporre di prove interne riduce dipendenze esterne e velocizza iter di qualifica di componenti e procedure. Ma c’è un rovescio della medaglia, con test “in casa” cresce la responsabilità di rendere verificabili metodi e risultati.

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La mossa si inserisce in una strategia più ampia di partnership con attori industriali sudcoreani. Nel settore circola già il tema delle forniture: Doosan Enerbility ha annunciato un contratto per fornire attrezzature per SMR a TerraPower, con valutazioni sulla fattibilità di produrre componenti chiave. In parallelo, la società statale KHNP ha preso una partecipazione in TerraPower, un segnale che Seul non guarda solo al know-how, ma anche al posizionamento finanziario e industriale.

Dal punto di vista geopolitico-industriale, l’operazione racconta una cosa semplice: gli Stati Uniti vogliono riportare capacità nucleari avanzate sul proprio territorio, ma per farlo stanno comprando competenze dove esistono già. Un consulente energetico a Washington, che segue i dossier SMR, sintetizza: “Il collo di bottiglia non è l’idea del reattore, è la validazione sperimentale e la filiera”. Il prezzo, in questo caso, è misurabile in 4,67 milioni di dollari e in un pacchetto di esperienza accumulata in anni di test.

Punti chiave

  • TerraPower acquisisce tecnologia KAERI legata ai test di sicurezza STELLA per reattori al sodio.
  • Il progetto Natrium in Wyoming prevede un reattore da 345 MW con accumulo termico da 1 GWh.
  • L’accordo da 7 miliardi di won mira a rendere TerraPower autonoma nei test negli Stati Uniti.
  • La filiera include relazioni industriali e finanziarie con attori sudcoreani come Doosan e KHNP.

Domande frequenti

Che cos’è STELLA e perché interessa a TerraPower?

STELLA è una facility di simulazione sviluppata da KAERI per riprodurre scenari incidentali e verificare sistemi di sicurezza di reattori veloci raffreddati a sodio. Per TerraPower è utile perché fornisce know-how e dati sperimentali che aiutano a progettare, testare e validare componenti e procedure, riducendo dipendenze da infrastrutture esterne.

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Che cosa rende diverso il reattore Natrium rispetto ai reattori tradizionali ad acqua?

Natrium usa sodio liquido come refrigerante invece dell’acqua, puntando su temperature operative più alte e su un diverso profilo ingegneristico. In più integra un sistema di accumulo termico a sali fusi, indicato come 1 GWh, per aumentare temporaneamente la potenza immessa in rete fino a valori descritti intorno a 500 MW, senza dover cambiare rapidamente la potenza del reattore.

Dove si trova il primo impianto Natrium e a che punto è l’iter?

Il progetto è in Wyoming. La US Nuclear Regulatory Commission ha rilasciato l’autorizzazione alla costruzione a marzo 2026, e la costruzione è iniziata in aprile 2026, segnando un passaggio rilevante per un impianto avanzato non basato su tecnologia ad acqua.

Perché la Corea del Sud cede know-how avanzato a un progetto statunitense?

Perché dispone di competenze sperimentali e capacità di test riconosciute nel campo dei reattori avanzati, e può monetizzarle tramite accordi di trasferimento tecnologico. La scelta evidenzia anche una dinamica competitiva: parte della valorizzazione industriale di queste competenze avviene all’estero, mentre in patria il ritmo di commercializzazione può risultare meno lineare.

Fonti

  • Bill Gates-backed TerraPower taps Korean nuclear tech – The Korea Herald
  • Bill Gates-backed TerraPower taps Korean technology for first US SMR project – KED Global
  • 159K views · 1.9K reactions | Energy company TerraPower, backed by Bill Gates, has received regulatory approval to move forward with construction of its 345-megawatt Natrium nuclear reactor in Wyoming.
  • South Korea’s KHNP Takes Stake In Bill Gates Nuclear Company TerraPower
Tags: ENERGIA
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Bruno ARANZULLA

Bruno ARANZULLA

Bruno Aranzulla é um jornalista tech português especializado em atualidade digital, inteligência artificial, smartphones, ciência aplicada e automóvel conectado. Através da NetParceiro.pt, acompanha as inovações que estão a transformar o quotidiano dos leitores, com uma abordagem clara, acessível e focada nos usos reais. O seu trabalho editorial procura tornar a tecnologia mais compreensível, sem jargão desnecessário nem promessas exageradas. Interessa-se tanto pelos grandes lançamentos das marcas como pelas mudanças mais discretas que alteram a forma como trabalhamos, comunicamos, nos deslocamos e consumimos informação.

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