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Gli ingegneri pensavano fosse impossibile ma il drone Blackbird ha toccato i 730 km/h grazie alle eliche in carbonio dentellate

Gli ingegneri pensavano fosse impossibile ma il drone Blackbird ha toccato i 730 km/h grazie alle eliche in carbonio dentellate

Bruno ARANZULLA di Bruno ARANZULLA
25 Maggio 2026
in Attualità, Elettronica
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Un drone elettrico chiamato Blackbird ha fatto segnare una punta di 730 km/h in un test di velocità, un valore che lo colloca ben oltre i precedenti riferimenti del settore.

Il dato che fa più rumore è quello del passaggio più rapido, ma i numeri raccontano anche un lavoro di misura e di verifica, con prove in due direzioni e un’attenzione particolare all’effetto del vento. Nel run più favorevole, la spinta del vento in coda ha inciso per circa 55 km/h, portando la velocità “di aria” stimata a 674 km/h. Nel passaggio controvento il drone ha toccato 640 km/h. La media dei due run, 685 km/h, supera il precedente record ufficiale Guinness indicato a 658 km/h, anche se l’eventuale omologazione segue regole e procedure separate rispetto al test.

Blackbird supera 658 km/h Guinness con una media di 685 km/h

Il punto chiave non è solo la punta a 730 km/h, ma la metodologia: un run in scia al vento e uno in direzione opposta, poi la media. Questo approccio serve a ridurre l’effetto “fortuna meteo” e a dare un quadro più credibile della prestazione. Con 685 km/h di media, Blackbird risulta sopra il riferimento Guinness di 658 km/h citato per la categoria, anche se il test resta distinto da un’eventuale certificazione formale.

La differenza tra velocità al suolo e velocità rispetto all’aria pesa parecchio a questi livelli. Nel passaggio da record, il vento in coda è stato stimato in circa 55 km/h, e la velocità “reale” rispetto all’aria è stata indicata a 674 km/h. È un dettaglio che cambia la lettura: il numero massimo resta impressionante, ma diventa più chiaro quanto la finestra meteo e la scelta del momento possano spostare il risultato.

Il contesto è una sfida tecnica in evoluzione: i costruttori avevano già fissato un precedente limite a 626 km/h, poi superato da un altro team con 657 km/h. Blackbird nasce anche come risposta a quella rincorsa, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a 710 km/h di media. Il test si è fermato sotto quel traguardo, e questa è la prima nota di prudenza: a questi numeri, pochi chilometri orari sono settimane di messa a punto, e ogni margine richiede compromessi su stabilità e affidabilità.

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Eliche seghettate in carbonio: passo estremo e flusso più stabile

Una delle modifiche decisive riguarda le eliche in fibra di carbonio realizzate su misura, con un bordo d’attacco seghettato e un passo definito “estremo”. L’idea tecnica, dichiarata dal team, è mantenere il flusso più “dritto” lungo la pala, riducendo i movimenti laterali dell’aria e aumentando l’efficienza aerodinamica quando la velocità periferica delle pale diventa critica. In pratica, si cerca di spremere spinta utile dove una geometria tradizionale inizierebbe a perdere rendimento.

Il passo delle nuove eliche non è stato reso pubblico, ed è un indizio sul livello di competitività del progetto. Il team ha ammesso che, sulla carta, quel passo faceva temere persino il decollo: più “carico” significa più richiesta di coppia e più stress su motore, ESC e batterie. Il fatto che le pale siano entrate negli spinner esistenti senza modifiche suggerisce un lavoro mirato, non un rifacimento completo della meccanica, con vantaggi pratici per iterare rapidamente tra una prova e l’altra.

Questo tipo di soluzione non è una bacchetta magica. Le eliche seghettate possono aiutare a controllare il flusso, ma introducono anche complessità: vibrazioni, rumorosità, sensibilità a piccoli difetti di bilanciamento. E c’è un limite fisico che non si sposta con il marketing: quando le punte delle pale si avvicinano a regimi critici, l’efficienza cala e la finestra di controllo si restringe. Il risultato di Blackbird indica che la combinazione scelta funziona, ma lascia intendere quanto il sistema sia “tirato” al massimo.

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400 ampere per 10 secondi: batterie a 80C e rischi di affidabilità

Per arrivare a queste velocità, Blackbird ha spinto l’elettronica in una zona rara anche per il mondo FPV: durante il run, il sistema ha assorbito circa 400 ampere per circa 10 secondi. Sono numeri che spiegano da soli perché i record di velocità non siano solo aerodinamica. L’energia deve uscire dalle celle in un attimo, attraversare cavi e controller, e trasformarsi in spinta senza che qualcosa ceda per calore o per picchi di corrente.

La conseguenza immediata è stata termica: le batterie hanno raggiunto circa 80C, al punto da sciogliere la guaina termorestringente. Questo dato è un campanello d’allarme più che una curiosità. A quelle temperature, la gestione del rischio diventa parte del progetto: isolamento, ventilazione, scelta dei materiali, e soprattutto ripetibilità. Un run riuscito non basta se il margine di sicurezza è troppo basso per tentativi successivi o per una procedura di omologazione.

Il drone è atterrato “in un pezzo”, e questo conta quasi quanto la velocità. Ma la critica da tenere sul tavolo è semplice: quando l’hardware arriva vicino al limite, ogni variabile esterna pesa di più, dal vento alla densità dell’aria, fino alla minima imperfezione di montaggio. Il team si è detto fiducioso di poter migliorare con ulteriore messa a punto. La domanda pratica, per chi osserva il settore, è quanto di questa prestazione possa diventare affidabile e replicabile, non solo spettacolare in un singolo test.

Punti chiave

  • Blackbird ha toccato 730 km/h in un run, con 685 km/h di media su due passaggi.
  • Tolto il vento in coda (~55 km/h), la velocità rispetto all’aria è stata stimata a 674 km/h.
  • Le eliche seghettate in fibra di carbonio e il passo estremo sono tra le modifiche decisive.
  • La prova ha richiesto circa 400 A per 10 secondi, portando le batterie a circa 80°C.
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Domande frequenti

Qual è la differenza tra 730 km/h e 674 km/h nel test di Blackbird?

730 km/h è la velocità al suolo nel passaggio con vento in coda. Considerando un vento stimato di circa 55 km/h, la velocità rispetto all’aria è stata indicata a 674 km/h, più rappresentativa della prestazione aerodinamica del drone.

Perché si calcola la media tra run con vento e controvento?

La media tra i due passaggi riduce l’influenza delle condizioni meteo, in particolare del vento, e fornisce un valore più solido per confronti e record. Nel caso di Blackbird, la media dichiarata è 685 km/h.

Cosa cambia con le eliche seghettate in fibra di carbonio?

Il bordo d’attacco seghettato è stato progettato per mantenere il flusso più stabile sulla pala, riducendo flussi laterali e migliorando l’efficienza ad alte velocità. In combinazione con un passo molto elevato, contribuisce a spingere il drone in una zona di prestazioni limite.

Quanto è critico il dato di 400 ampere per 10 secondi?

È molto critico perché indica un carico elettrico estremo su batterie, cablaggi e controller. Nel test, le batterie hanno raggiunto circa 80°C e la guaina termorestringente si è sciolta, segnale di stress termico e di margini di affidabilità da gestire con attenzione.

Fonti

  • Drone breaks world speed record with 453 mph in test run — exotic sawtooth carbon fiber propeller blades one of the key advances in the Blackbird design | Tom’s Hardware
  • Drone breaks world speed record with 453 mph in test run — exotic …
  • Defying the Elements in the Southern Hemisphere: Blackbird Drone Surpasses 658km/h Mark – sUAS News
  • YouTube
  • 658kmh 408mph! | When everything just goes right
Tags: TECNOLOGIA
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Bruno ARANZULLA

Bruno ARANZULLA

Bruno Aranzulla é um jornalista tech português especializado em atualidade digital, inteligência artificial, smartphones, ciência aplicada e automóvel conectado. Através da NetParceiro.pt, acompanha as inovações que estão a transformar o quotidiano dos leitores, com uma abordagem clara, acessível e focada nos usos reais. O seu trabalho editorial procura tornar a tecnologia mais compreensível, sem jargão desnecessário nem promessas exageradas. Interessa-se tanto pelos grandes lançamentos das marcas como pelas mudanças mais discretas que alteram a forma como trabalhamos, comunicamos, nos deslocamos e consumimos informação.

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