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Cina pronta alla produzione di massa delle batterie EV allo stato solido nel 2026

Cina pronta alla produzione di massa delle batterie EV allo stato solido nel 2026

Bruno ARANZULLA di Bruno ARANZULLA
21 Maggio 2026
in Attualità, Mobilità
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In Cina le batterie per auto elettriche allo stato solido hanno raggiunto un nuovo traguardo industriale: le prime celle “A-sample” completamente prive di elettrolita liquido sono uscite da una linea produttiva e hanno superato test di sicurezza severi, senza incendi né esplosioni.

L’obiettivo dichiarato è passare dalla fase di laboratorio all’industrializzazione, con produzione di massa prevista nel 2026. La posta in gioco è concreta, non teorica: più densità energetica significa più chilometri a parità di peso, tempi di ricarica più brevi e pacchi batteria potenzialmente più compatti. Ma non è una corsa priva di ostacoli, perché i costi, l’affidabilità nel lungo periodo e la standardizzazione dei termini, tra “semi-solido” e “all-solid-state”, restano punti critici per il mercato.

Greater Bay Technology porta le celle A-sample fuori dal laboratorio

Il salto più recente arriva da Greater Bay Technology (GBT), realtà legata al gruppo automobilistico GAC, che ha annunciato l’uscita dalla linea delle prime celle A-sample “all-solid-state”, cioè senza elettrolita liquido. È un passaggio che nel settore vale come prova di maturità: non si parla più solo di prototipi da banco, ma di celle realizzate con processi ripetibili e controllabili.

Il dato che fa notizia è la batteria che supera prove pensate per simulare incidenti e stress estremi: test di penetrazione con ago, estrusione e shock termico, senza eventi di incendio o esplosione. Nella narrazione industriale è un messaggio diretto, perché i pacchi agli ioni di litio tradizionali, basati su elettroliti liquidi infiammabili, vengono spesso giudicati proprio sulla gestione del rischio termico in caso di danneggiamento.

GBT collega il traguardo a un sistema di elettrolita composito organico-inorganico e soprattutto a un piano: avviare la produzione di massa nel 2026, con livelli produttivi nell’ordine dei GWh e utilizzo a bordo veicolo. C’è anche un elemento politico-industriale: la tecnologia è stata esaminata e sostenuta dalla National Development and Reform Commission cinese, segnale che Pechino considera strategico accelerare su questa filiera.

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Densità 260-500 Wh/kg e ricarica 2-3C: cosa cambia su strada

Le promesse delle celle allo stato solido, qui, sono accompagnate da numeri: GBT indica una densità energetica per cella tra 260 e 500 Wh/kg, superiore a quella tipica delle batterie agli ioni di litio con elettrolita liquido. In pratica, a parità di massa si pu immagazzinare più energia, con un impatto diretto su autonomia e progettazione del veicolo, perché un pacco più compatto libera spazio e riduce compromessi su abitabilità e layout.

Un altro nodo è la ricarica: la stessa azienda parla di ricarica rapida stabile a 2-3C, un’area dove molte soluzioni allo stato solido hanno faticato. Tradotto per chi guida: non basta “avere più chilometri”, serve anche poterli recuperare in tempi realistici alle colonnine. Nel 2024 GBT aveva già fatto parlare di sé per batterie “Extreme Fast Charging” capaci di passare dal 0% all’80% in 7,5 minuti, un riferimento utile per capire l’ambizione sul fronte infrastruttura e tempi d’attesa.

Detto questo, non è tutto risolto, e qui la prudenza è d’obbligo: la ricarica rapida e l’alta densità devono convivere con degrado contenuto nel tempo. GBT sostiene di aver osservato un deterioramento minimo durante cicli ripetuti di carica e scarica, ma la verifica vera arriverà quando i veicoli circoleranno per anni, in climi diversi e con stili di ricarica aggressivi. Se i costi resteranno elevati, il rischio è vedere la tecnologia confinata alle fasce premium, almeno nella prima ondata commerciale.

GAC, SAIC, BYD e CATL: la Cina accelera verso standard 2026

Il contesto cinese spiega perché questi annunci pesano. Da un lato, gruppi come CATL e BYD hanno già una posizione dominante nelle batterie per veicoli elettrici, con una quota combinata oltre il 50% dell’utilizzo globale fino a settembre (secondo i dati citati nel settore). Dall’altro, i costruttori cercano il prossimo vantaggio competitivo, e lo stato solido è diventato il terreno su cui misurare leadership tecnologica e capacità produttiva.

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GAC Group ha comunicato di aver avviato la propria produzione di batterie all-solid-state e di essere pronta alle condizioni per la produzione di massa. Un dettaglio tecnico ricorre spesso: la linea sarebbe già in grado di produrre celle sopra i 60 Ah, soglia considerata necessaria per l’uso automobilistico, mentre molti sviluppi precedenti restavano su 20-40 Ah. Sul fronte prestazioni, l’asticella dichiarata è oltre 1.000 km di autonomia, più del doppio rispetto a valori di riferimento intorno a 500 km per molte EV attuali.

La corsa è ampia: SAIC Motor ha indicato di aver completato la linea principale per le proprie batterie allo stato solido; BYD e CATL guardano al 2027 per l’avvio produttivo, con volumi più significativi attesi più avanti nel decennio. Nel frattempo, la Cina lavora anche su regole e linguaggio: è attesa per il 2026 una prima standardizzazione che distingua chiaramente tra batterie liquide, ibride, semi-solide e all-solid-state, riducendo l’ambiguità commerciale. Per chi compra, questo passaggio conta quanto i chilometri dichiarati, perché senza definizioni condivise il marketing rischia di correre più veloce della tecnologia.

Punti chiave

  • In Cina le prime celle A-sample all-solid-state sono uscite da una linea produttiva e hanno superato test di sicurezza.
  • GBT punta alla produzione di massa nel 2026, con densità dichiarata tra 260 e 500 Wh/kg.
  • La ricarica rapida 2-3C è indicata come barriera tecnica in via di superamento, ma restano incognite su costi e durata reale.
  • GAC e SAIC avanzano sulle linee produttive, mentre BYD e CATL guardano al 2027 per l’avvio.
  • Uno standard cinese atteso nel 2026 mira a chiarire definizioni e categorie tra semi-solido e all-solid-state.
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Domande frequenti

Che cosa significa “all-solid-state” per una batteria EV?

Indica una batteria senza elettrolita liquido: il trasporto degli ioni avviene tramite un elettrolita solido. L’obiettivo è migliorare sicurezza e densità energetica rispetto alle celle tradizionali con elettrolita liquido.

Qual è il traguardo industriale annunciato in Cina?

L’uscita dalla linea produttiva di celle A-sample all-solid-state e il superamento di test come penetrazione con ago, estrusione e shock termico senza incendio o esplosione, con un piano di industrializzazione verso il 2026.

Quanto può aumentare l’autonomia con lo stato solido?

Nel settore si parla di autonomie oltre 1.000 km per alcune nuove celle in sviluppo e di un possibile raddoppio rispetto a valori intorno a 500 km. I risultati finali dipenderanno da veicolo, peso, aerodinamica e gestione termica.

Cosa vuol dire ricarica 2-3C e perché conta?

È un modo per indicare la velocità di ricarica rispetto alla capacità della batteria: valori più alti significano ricariche più rapide. È un punto chiave perché molte soluzioni allo stato solido hanno faticato a mantenere ricariche veloci in modo stabile.

Perché si parla di uno standard cinese nel 2026?

Per ridurre ambiguità tra definizioni come liquido, semi-solido e all-solid-state, e per classificare i diversi elettroliti. Una terminologia condivisa aiuta mercato, regolatori e consumatori a capire cosa viene davvero venduto.

Fonti

  • Solid-state EV batteries are coming sooner than expected – Electrek
  • All-solid-state EV batteries hit a milestone, promise to double range
  • Chinese EV maker claims it’s engineered the world’s first semi-solid-state EV battery with huge 620-mile range | Live Science
  • China Breakthrough in Solid-State Battery Technology Doubles EV Range and Redefines Energy Safety
  • Solid-state battery technology
Tags: AUTOMOBILE
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Bruno ARANZULLA

Bruno ARANZULLA

Bruno Aranzulla é um jornalista tech português especializado em atualidade digital, inteligência artificial, smartphones, ciência aplicada e automóvel conectado. Através da NetParceiro.pt, acompanha as inovações que estão a transformar o quotidiano dos leitores, com uma abordagem clara, acessível e focada nos usos reais. O seu trabalho editorial procura tornar a tecnologia mais compreensível, sem jargão desnecessário nem promessas exageradas. Interessa-se tanto pelos grandes lançamentos das marcas como pelas mudanças mais discretas que alteram a forma como trabalhamos, comunicamos, nos deslocamos e consumimos informação.

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