La Germania mette in acqua un nuovo banco prova per la transizione energetica in mare: il DLR, Centro Aerospaziale Tedesco, ha celebrato a Flensburg la posa della chiglia di MODULARIS, una piattaforma navale pensata come laboratorio galleggiante.
L’obiettivo dichiarato è testare tecnologie marittime innovative, con una priorità netta su propulsioni compatibili con il clima, sistemi autonomi e applicazioni legate anche alla sicurezza. Il progetto nasce in un momento in cui l’industria dello shipping deve dimostrare, con dati misurabili, come ridurre emissioni e consumi senza compromettere affidabilità e operatività. MODULARIS non è una nave “dimostrativa” per una singola soluzione, ma un’infrastruttura mobile: campagne di prova fino a sette giorni, in aree diverse come Mare del Nord, Baltico e Mediterraneo, per verificare cosa regge davvero fuori dal laboratorio a terra.
DLR avvia MODULARIS a Flensburg con prove tra Nord e Mediterraneo
La piattaforma MODULARIS è stata presentata dal DLR come un tassello di un hub di innovazione marittima con base nel nord della Germania. Il varo parte da Flensburg, ma l’ecosistema si estende a Kiel, dove il DLR sta ampliando le proprie strutture con nuovi spazi per uffici, ricerca e laboratori con accesso diretto all’acqua. L’idea è semplice: ridurre il tempo tra prototipo e prova in mare, evitando che la sperimentazione resti bloccata in cicli troppo lunghi.
Dal punto di vista operativo, i numeri sono chiari e aiutano a capire la scala del progetto. La nave sarà lunga 48 metri e larga 11,5 metri, con una capacità fino a 20 persone tra equipaggio, tecnici e ricercatori. Le missioni di test sono pianificate con durate fino a sette giorni, un formato che consente di accumulare dati in condizioni variabili, meteo incluso, senza trasformare ogni uscita in una spedizione complessa.
La scelta di alternare Mare del Nord, Baltico e Mediterraneo non è un dettaglio geografico. Cambiano onde, salinità, traffico e profili di missione, quindi cambiano anche i risultati su consumi, stabilità dei sistemi e manutenzione. Il punto critico, e va detto, è che una piattaforma di test pu produrre ottimi report ma non risolve da sola la disponibilità del carburante nei porti: la tecnologia in mare corre, l’infrastruttura a terra spesso segue con ritardo.
Propulsione a idrogeno e automazione al centro dei test in mare
Il focus principale resta la sperimentazione di idrogeno e di soluzioni di propulsione a minore impatto climatico, con un’attenzione parallela a tecnologie autonome. In ambito navale, l’idrogeno viene considerato un vettore energetico utilizzabile tramite celle a combustibile o motori a combustione adattati, con emissioni dirette molto basse o nulle allo scarico nel caso delle fuel cell. Nella pratica, la sfida è integrare serbatoi, sicurezza e gestione energetica su piattaforme che devono restare operative in mare aperto.
Un laboratorio galleggiante serve proprio a questo: misurare prestazioni e limiti quando contano davvero. Non basta dire “funziona”, bisogna capire come varia l’efficienza con carichi diversi, come reagiscono i sistemi a vibrazioni, spruzzi salini e cicli termici, e quanto pesa la manutenzione in un contesto reale. Il DLR cita anche applicazioni per sicurezza e difesa, un ambito in cui affidabilità e ridondanza sono requisiti più rigidi rispetto a molte applicazioni civili.
Nel panorama europeo esiste già un precedente simbolico: la nave francese Energy Observer è stata raccontata come laboratorio galleggiante a idrogeno, con un approccio basato su un mix di energie rinnovabili e produzione di idrogeno, usato anche per sensibilizzazione pubblica. MODULARIS si colloca su un binario diverso, più orientato alla sperimentazione sistematica in aree di prova e alla ripetibilità dei test. La differenza è importante, ma non elimina una domanda scomoda: senza standard comuni e filiere di rifornimento, l’idrogeno rischia di restare confinato a progetti vetrina.
Da Kiel ad Amburgo, la rete tedesca di laboratori accelera sull’idrogeno
MODULARIS non nasce isolata. Il DLR sta costruendo una logica di “laboratori sul campo” in più settori, e l’idrogeno è un filo conduttore. Ad Amburgo, ad esempio, un Airbus A320 dismesso viene riconvertito in Hydrogen Aviation Lab con Lufthansa Technik, ZAL e l’aeroporto: l’obiettivo è testare processi di manutenzione e operazioni a terra per futuri velivoli a idrogeno, includendo temi delicati come la gestione delle perdite e la messa in sicurezza dei sistemi. È un segnale di metodo: non solo motori, ma procedure.
La ricerca tedesca si muove anche sul fronte della combustione. Un progetto industriale ad Augusta, con Everllence, ha lavorato su un motore marino capace di funzionare al 100% a idrogeno in un banco prova dedicato, con infrastruttura specifica per il gas. In parallelo, al Karlsruhe Institute of Technology è stata testata una turbina a gas a idrogeno senza compressore per 303 secondi, superando un precedente record di 250 secondi attribuito a NASA, e generando anche elettricità durante la prova. Sono tasselli che indicano maturazione, non arrivo.
Il punto d’incontro tra questi progetti è la necessità di passare da prototipi a sistemi certificabili. Qui entra in gioco anche l’approccio del “gemello digitale”, citato nel laboratorio aeronautico, per prevedere guasti e pianificare manutenzione: un concetto che, trasferito al mare, potrebbe ridurre fermi nave e costi. Ma la cautela resta obbligatoria: i test su sette giorni sono utili, non definitivi, e la scalabilità verso grandi navi commerciali richiederà tempi lunghi, investimenti e regole chiare su sicurezza e rifornimento.
Punti chiave
- Il DLR sviluppa MODULARIS, piattaforma navale da 48 m per test tecnologici in mare.
- Le campagne previste durano fino a sette giorni tra Mare del Nord, Baltico e Mediterraneo.
- Idrogeno, automazione e applicazioni di sicurezza sono i pilastri della sperimentazione.
- La Germania affianca al progetto navale una rete di laboratori su idrogeno in aviazione e industria.
Domande frequenti
Che cos’è MODULARIS e a cosa serve?
MODULARIS è una piattaforma navale del DLR concepita come laboratorio galleggiante. Serve a sviluppare e testare tecnologie marittime, con priorità su propulsioni compatibili con il clima, sistemi autonomi e applicazioni legate alla sicurezza, raccogliendo dati in condizioni operative reali.
Dove si svolgeranno le prove in mare e quanto dureranno?
Le prove sono pianificate principalmente nel Mare del Nord, nel Mar Baltico e nel Mar Mediterraneo. Le missioni di test, secondo le informazioni disponibili, possono durare fino a sette giorni, un intervallo utile per verificare prestazioni e affidabilità su più cicli operativi.
Quali sono le dimensioni e la capacità della nave laboratorio?
La piattaforma è indicata con una lunghezza di 48 metri e una larghezza di 11,5 metri. La capacità prevista arriva fino a 20 persone tra equipaggio e personale tecnico-scientifico impegnato nelle campagne di prova.
Perché l’idrogeno è considerato per la propulsione navale?
L’idrogeno può alimentare celle a combustibile o motori adattati, riducendo o eliminando le emissioni dirette allo scarico nel caso delle fuel cell. Il nodo resta l’integrazione sicura a bordo, la gestione energetica e la disponibilità di infrastrutture di rifornimento e standard tecnici per passare da prototipi a impieghi su larga scala.







