Microsoft rimette le prestazioni di Windows 11 al centro del gioco e, questa volta, l’argomento non è una semplice regolazione estetica.
Tra un nuovo profilo di reattività che spinge brevemente il processore al massimo e lavori più profondi su Esplora file, l’azienda promette aperture di app più rapide e meno micro-latenze nelle azioni quotidiane, quelle che danno l’impressione che “vada a rilento”. Il punto interessante è che l’iniziativa non si limita al primo avvio di uno strumento. Forse hai già visto passare l’idea del precaricamento di Esplora file all’avvio, utile per il primo clic, ma criticato come un cerotto. Microsoft afferma ora di lavorare a ottimizzazioni più strutturali, mentre alcune build di test valutano un meccanismo di boost CPU di 1-3 secondi per le azioni considerate prioritarie.
Tali Roth conferma ottimizzazioni profonde di File Explorer
Su Esplora file, File Explorer, Microsoft ammette che la questione non si risolve con un semplice trucco. La responsabile prodotto della Windows Shell, Tali Roth, ha spiegato che l’accelerazione non si limiterà al precaricamento all’avvio. La direzione annunciata punta a ottimizzazioni generali e a un calo dell’attività disco, il che lascia intendere un intervento di livello più basso rispetto a semplici aggiustamenti dell’interfaccia.
Concretamente, il precaricamento migliorava soprattutto l’esperienza di “primo avvio” dopo il boot, senza garantire una navigazione più scattante in seguito. Eppure è proprio lì che gli utenti si lamentano: apertura di cartelle pesanti, ricerca, clic destro che esita, concatenazione di finestre. Microsoft parla di lavori “fondamentali”, il che, nel gergo interno, somiglia a una revisione della tubatura della Shell più che a una toppa.
C’è un’angolazione critica da tenere a mente: questo tipo di ottimizzazione si vedrà soprattutto sulle macchine in cui Esplora file fatica già, PC carichi all’avvio o configurazioni con storage più lento. Su SSD recenti rischi di sentire soprattutto la sparizione di piccoli scatti. E se vuoi un esempio concreto lato impostazioni, Microsoft ricorda che si può disattivare Quick Access o alleggerire alcune anteprime per limitare il carico in Esplora file.
Il profilo Low Latency spinge la CPU per 1-3 secondi
L’altro mattone, più spettacolare sulla carta, si chiama Low Latency Profile. L’idea è semplice: quando avvii un’azione prioritaria, apertura di un’app, menu Start, menu contestuale, Windows attiva un boost della frequenza CPU al massimo disponibile per 1-3 secondi. L’obiettivo è schiacciare la latenza all’inizio, dove si gioca la sensazione di lentezza.
Le cifre riportate nei test interni sono aggressive: fino al 40% di guadagno sull’avvio di app integrate come Edge o Outlook, e fino al 70% su interfacce come il menu Start e alcuni menu contestuali. In dimostrazioni, l’apertura di Esplora file e di Outlook appare più “pulita”, con meno micro-scatti nel rendering, in particolare sulle aree di destra durante il caricamento.
La sfumatura è che questo tipo di boost dipende molto dall’hardware: un processore che sale rapidamente in frequenza su uno o due core ne trae più vantaggio. Microsoft indica che la logica mira a più famiglie di CPU, inclusi Intel, AMD e ARM64, ma non vedrai lo stesso effetto ovunque. E c’è una domanda implicita: anche su 3 secondi, spingere la frequenza più spesso può incidere sui consumi e sul calore, soprattutto su laptop.
Il progetto K2 punta anche a menu, trasferimenti e Windows Update
Questi cambiamenti si inseriscono in uno sforzo interno soprannominato K2, con la promessa di rendere Windows 11 più reattivo nei punti che contano, non solo su un benchmark. Microsoft accenna anche all’ottimizzazione di codice più datato e alla migrazione di alcune aree verso WinUI 3, il che dovrebbe, nel lungo periodo, ridurre le incoerenze e le lentezze legate a uno stratificarsi di livelli storici.
Sul perimetro “Explorer” in senso ampio, la promessa copre anche la barra delle applicazioni, il desktop e i menu contestuali. Microsoft parla di tempi “sostanzialmente” più bassi in navigazione normale, in ricerca e durante l’apertura dei menu, con un guadagno atteso su operazioni di file comuni e trasferimenti voluminosi, sia in velocità che in affidabilità. Non è cosa da poco: un trasferimento che si riavvia o un Esplora file che si blocca è tempo perso.
Altro fronte: Windows Update. L’obiettivo dichiarato è ridurre i riavvii forzati a uno al mese e dare più flessibilità, pausa senza durata imposta e possibilità di spegnere o riavviare senza applicare subito un aggiornamento in attesa. Sulle macchine aziendali, l’hot-patching senza riavvio esiste già in modo più diffuso; la domanda è quando questo comfort scenderà davvero verso il grande pubblico.
Da ricordare
- Microsoft prepara ottimizzazioni più strutturali di File Explorer, oltre il semplice precaricamento.
- Il profilo Low Latency aumenta la frequenza della CPU per 1-3 secondi per accelerare le azioni prioritarie.
- Si parla di guadagni fino al 40% su alcune app e al 70% su alcuni menu nei test.
- Il progetto K2 punta anche ai trasferimenti di file, all’affidabilità e ai miglioramenti lato Windows Update.
Fonti
- Microsoft vows to make Windows 11’s File Explorer much faster — and it’s about time | TechRadar
- Microsoft is working on major performance boost for Windows 11 that will speed up app launches and common actions by automatically maxing out CPU frequency in short bursts | Windows Central
- Watch how Windows 11’s new performance feature makes Start, Outlook, File Explorer faster – Neowin
- Microsoft promises major improvements to Windows 11 performance, reliability, and updates — lower RAM usage, fewer Copilot interactions, and enhanced File Explorer incoming | Tom’s Hardware
- How to speed up Windows 11 Pro File Explorer – Microsoft Q&A





